LE MIE FILASTROCCHE E STORIELLE DIDATTICHE

 
 
  

 

QU e CU: UNA STORIA UN PO’ DIVERSA

 

Il signor Q viveva in un castello

su un colle verde novello,

ma era sempre triste e piangeva

perchè amici non aveva;

il tempo lento passava

ed il signor Q si disperava.

In una notte buia e tempestosa

accadde una strana cosa:

"Toc. toc" qualcuno bussò al suo castello

ed il padron corse ad aprire il chiavistello;

la  signorina U vestita in taffetà

chiese la sua ospitalità.

 

Si accomodarono vicino al camino

e parlarono fino al mattino.

Un colpo di fulmine scoppiò violentemente

ed i due s'innamoraron perdutamente.

presto a nozze convolarono

e da quel dì sempre si amarono.

Per completar la lor felicità

nacquero i figli I O E A.

Vicini ,vicini sempre camminavano

e la loro gioia a tutti manifestavano.

Erano sempre in tre:

primo il re

seconda la regina

terza una principessina ( erano tutte vocali doci ed intonate dalle voci possenti e fatate).

 

La vita trascorreva tranquilla e serena

fino ad una notte di luna piena.

Giunse il signor C cattivo ed invidioso

di un'altra signora U lurido sposo.

La loro famiglia era molto numerosa,

sporca, perfida e dispettosa.

Eran tutte consonanti le figliole

ed odiavano le aiuole.*

Come tutti i malvagi ed i cattivi

non erano felici d'esser vivi.

E così, non sapendo ch'altro fare

la famiglia QU decisero di molestare.

Rapirono e portaron via da lì

sorella O, sorella A ,sorella E sorella I.

A suon di botte le obbligarono

e con loro alcune parole formarono.

*Le aiuole sono i luoghi dove  le vocali si trovano a chiacchierare

tutte insieme

 

Fine prima puntata Graziana Bernabei


 

Seconda puntata

 

Le nuove parole provarono a scappare

prima che i signori CU le potessero legare.

Tutte insieme velocemente se ne andarono,

ma, purtroppo, alcune inciamparono;

presto furono catturate e poi strettamente legate.

Da quel giorno vennero chiamate LE PAROLE INCATENATE.

Esse a scrivere non vuoi sbagliare

tutte a memoria le devi imparare:


scuola ,cuore ,cuoco ,cui ,cuocere, percuotere, riscuotere ,scuotere, cuoio, circuito ,arcuato, proficuo ,innocuo ,scuoiare, rincuorare, circuire.

Le altre parole riuscirono a scappare

e le sorelle A E I da lorO si fecero slegare per poter a casa ritornare.

Immaginate la felicità di mamma U e di Q papà

Tu che sei intelligente ricorderai certamente:

SOLO ALLA FAMIGLIA QU UNA VOCALE E' SEMPRE LEGATA

A MENO CHE TU NON TROVI UNA PAROLA INCATENATA.




 

La storia del signor Q( terza puntata)



 

    UN GROSSO PROBLEMA

Alcune parole dalla famiglia QU formate

assolutamente dovevano essere rinforzate.

Non era certo bello

pronunciare aqua e aquerello.

Ma di signor Q ce n'era solamente uno

e non poteva aiutarlo nessuno.

Il signor Q per più forte diventare

una palestra cominciò a frequentare,

purtroppo nulla da fare

e allora l'estrema decisione

di telefonare al fratello gemellone.

QU il baffuto, così si chiamava

niente faceva e nessuno aiutava.

Il signor Qu lo supplicò fortemente

ma ottenne poco più di niente.

Disse il gemello baffuto:

"Solo per formare una parola ti verrò in aiuto!"

Formo' la parola SOQQUADRO

e poi scappò come un ladro

portandosi  anche via

l'oro e l'argenteria.

Non era certo bello

scrivere aqua e aquerello,

 ma faceva ancor più male

esser chiamati aqua minerale.

Così l'aqua via scappò

e nessuno la trovò.

Immaginate lo sgomento

della gente in quel momento.

Tutto il paese era ubriaco,

solo dal vino dissetato:

tutti quanti erano sporchi

puzzolenti come orchi;

quello messo meno male

odorava di maiale.

Qu ormai morto più che vivo

fece un altro tentativo.

Interpellò con urla e gridi

Cu, i signori quei cattivi!

Anche loro disperati

senza acqua assetati

si convinsero a bocca storta

 che l'unione fa la forza.

Così infine ci provarono

insieme più forti diventarono;

L'aqua ACQUA diventò

e subito al paese ritornò.

Così ACQUA e le sue figlie si ripresero      

 e la presenza di CQ sempre pretesero.

 

Acqua, acquedotto, acquitrino, acqueruggiola, acquerello, acquario, acquaio, acquamarina, acquavite, acquasantiera, acquazzone, acquatico, subacqueo...

 

Inoltre vollero CQ insieme anche:

acquisto, acquistare, nacque, tacque, giacque, piacque,acquietare

acquisire, acquisito...

Fine della storia     Graziana Bernabei
 

 

SI VA A CAPO IN FILASTROCCA


Categoria: racconti regolati per alunni


UNA VOCALE A CAPO NON VA, ma- re
HA TROPPA PAURA
AD ANDARE DI LA'.

S INVECE E' COME UN SERPENTE ca-sca-ta
VA SEMPRE A CAPO
NON TEME NIENTE.

SE SON VICINE par-to-ne
DUE CONSONANTI
UNA STA DIETRO mon-te
L'ALTRA DAVANTI.

LE DOPPIE POI cap-pel-lo
SI STACCAN SEMPRE
UNA DI QUA
E L'ALTRA DI LA'.

MP, MB, E TUTTI I CQ bam-bi-no
SONO SEMPRE DIVISI cam-pa.na
COME SAI TU ac-quaz-zo-ne

GL, GN, SCI, SCE, gi-glio,ra-gno,pi-sci-na, ru-scel-lo
CHI, CHE,GHI, GHE con.chi.glia, van-ghe, o-che, a-ghi
SON GRANDI AMICI
E SOLO UNITI SONO FELICI.

ANDAR BENE A CAPO
EVITA ERRORI
SEGNACCI ROSSI
E PICCOLI DOLORI

SINONIMI , PERCHE'

SINONIMI DEL VERBO DIRE


                                     I   SINONIMI

 

( Per avviare i bambini delle classi prime e/o seconde alla comprensione dei sinonimi, l’insegnante può leggere questa storiella e far disegnare ai bambini i punti salienti.)

 

 

La storia delle parole vuote

 

Tanto tempo fa le parole erano vuote, cioè non indicavano niente, non avevano alcun significato. Tutti parlavano , ma nessuno capiva perchè ognuno utilizzava una parola diverse per indicare oggetti, persone, animali.
Il re Nome ,molto astuto, pensò a come risolvere questo grossissimo problema.
Bandì un proclama: " Tutti i nomi sono invitati a partecipare ad una gara di velocità; il nome che si poserà per primo su una cosa, un animale o una persona, darà loro il suo nome che rimarrà lo stesso per sempre.
Tutti i nomi parteciparono alla gara con impazienza, aggiudicandosi il privilegio di dare il proprio nome a ciò che raggiungevano per primi, accadde però che alcuni nomi giunsero contemporaneamente sullo stesso oggetto. Questo costituì un grosso problema, perchè nessuno dei nomi giunti assieme voleva cedere il privilegio agli altri.
Intervenne allora il saggio RE Nome che sentenziò: "In questo caso una stessa cosa può avere diversi nomi che avranno però lo stesso significato, con sfumature leggermente diverse.
Da qui nacquero i SINONIMI

 

(Per far comprendere meglio agli alunni il significato del termine sinonimo, si propone sotto dettatura, la seguente filastrocca.)

 

SINONIMI SEMPLICI, SEMPLICI

Dentro il ventre della mamma
c'è un piccin che fa la nanna.
A volte per la felicità
e la gioia di mamma e papà
al posto di un solo bebè
ne arrivano quattro, due o tre.

Bebè,baby, neonato
hanno lo stesso significato!
Sono proprio belli e cari
ma sono quasi... uguali!
Papà e mamma per fortuna

 differenze ne notano qualcuna.
Così distinguono il loro monello
e non scambiano questo per quello

.
E' ciò che anche tu dovrai fare

se il termine giusto vorrai usare

Son paroline birbantelle
perchè scherzan le gemelle!
Un nome diverso a queste vien dato
ma hanno lo stesso significato.
Ma se una piccola sfumatura noterai
la parola giusta usar bene tu saprai !

 

Metti in ordine le seguenti parole secondo il grado della loro intensità, poi per ognuna di esse, componi una brave frase:

 

paura – timore – spavento – terrore – panico-  batticuore – ansia.

 

Anche le azioni ( verbi) hanno i loro sinonimi

 

( si potrebbe proporre e far imparare a memoria la seguente filastrocca)

 

SINONIMI DEL VERBO DIRE

Se a voce alta vuoi PARLARE

 
utilizza il vewrbo ESCLAMARE.

Se sottovoce vuoi PARLARE

devi sempre SUSSURRARE.

Se un vento caldo vuoi imitare

puoi soltanto MORMORARE

RISPONDERE devi usare
se una risposta tu vuoi dare.


CHIEDERE o DOMANDARE
se invece vuoi INTERROGARE

Anche URLARE tu potrai

ma sol se ti spaventerai

Se un discorso non lasci terminare 
INTERROMPERE puoi usare


Se da lontano devi PARLARE
utilizza il verbo GRIDARE.

 
Se nessun ti lascia DIRE
tu puoi sempre INTERVENIRE.
e se poi devi CHIARIRE


potrai sempre RIBADIRE.

 

 


 

UNA NUOVA STORIA DEL SIG. Q

Il sig. Q col naso in su

andava aspasso 

e, facendo il gradasso,

inciampò in un sasso.

"Aiuto, aiuto

sono caduto!"

Il poverino era ciccione

e, a causa del suo pancione,

non riuscì a risolvere la situazione!
Arrivarono alcune consonanti

con tutti i loro aiutanti;

provano, provano con affanno

ma ad alzarlo non ce la fanno.

E' troppopesante!

ci vorrebbe un "gigante".

Tutti in coro gridarono :U u u !

Forza, forse ce la fai tu!"

La u, la mano della q

ben stretta piglia, 

con l'altra ad un ramo s'appiglia;

tiro io,tiri tu

in un baleno eccolo su!

Il sig Q con la signorina U si fidanzò,

poi si sposò ed una famiglia con lei formò:

nacquero quattro figli: A E I O

E PER TUTTIQUANTI UN CASTELLO ACQUISTO'.

Amavano i due sposi passeggiare

con i figli che si divertivano a giocare,

 e da allora, lo sai anche tu:

prima la Q, seconda la U, terzo il figlio(vocale) che vuoi tu.

 

IL FRATELLO GEMELLO

Un dì alla porta del castello,

si presentò un ceffo con l'ombrello;

sporco, baffuto, con l'alito che puzzava,

al sig Q tanto somigliava:

era suo fratello gemello, un vagabondo, 

cattivo, dispettoso, che girava il mondo.

"Non rovinar la mia famiglia

se noti faccio diventar come una triglia!

Te ne sei voluto andare

per non lavorare, quindi, se vuoi restare

almeno ogni tanto mi devi aiutare!"

"Va bene, va bene, non urlare,

sono pentito e voglio migliorare;

mi laverò, cambierò il mio aspetto

e diventerò buono, lo prometto"

Il sig Qrispose: "Ti ospito e ti perdono,

però mi aiuterai se ne ho bisogno"

"Ti assicuro, te lo giuro,

sarò tenero e non più duro"

ma , secondo voi, mantenne la promessa

quel faccione da patata lessa?

Aiutò il sig. Q molto di rado

solo a formar la parola soqquadro!