LE MIE POESIE

I colori dell'immenso

di GRAZIANA BERNABEI
 

Guardami:
incatena i tuoi occhi
alla vela delle mie iridi,
abbandonati alle onde
del nostro pensiero
innanzi a questo mare
dove i secoli tacciono,
ormai troppo lontani.
Subito l’anima pensa
all’eterno ed al breve dì.
Arde ora la nostra leggenda,
un sogno conteso dal sole:
qui l’anima è polvere d’oro
in un ninfale di stelle di vento,
aroma di frutti proibiti nascosti
in conchiglie dipinte di bianco.
Si è smarrita la sera nel cuore
di un allungato vestito di luna.
La notte s’inoltra tra le pieghe
e nereggia la volta del cielo
Si sono essiccati i concerti
dei pochi caparbi gabbiani ;
ripetitive canzoni di vetro
velate da scogli gonfi di freddo
Si possiedono solo una volta
tutti i colori dell’immenso…
se non li respiri…
occhi inquietanti emergeranno
da un nero di solitudine



 
 


 




 

IE POESIE

Alla MIA Elettra

Ti aggrappavi al mio corpo disteso
fugando le miserie del giorno,
il grano dei tuoi lunghi capelli
profumava di luce la mia notte.
Era l’ora più attesa:
il buio accendeva le nostre coccole
le stelle origliavano le nostre parole.
E il battito del tuo piccolo cuore
riscaldava il respiro del sonno.
Ti chiamavo “il mio pagliaccino”

Un mattino mi svegliai intirizzita:
ero sola nel grande letto.
Mi affacciai inspirando il mattino
e ti vidi nell’aria:
avevi indossato le ali della vita
e stavi volando da sola…
Un’improvvisa paralisi mi colpì ;
tra cuore e cervello fu grande guerra;
la ragione annientò il sentimento.
Capii ch’era giusto così, ma non riuscii
mai a spiegarlo alle lacrime
che ancora oggi scendono copiose

Non cambiare mai, piccola, grande donna!

 

IL NOSTRO PRIMO BACIO

Poco più di un secondo
quando tu m'hai baciato,
quando io t'ho baciato,
eppure
non bastano mille fogli
per raccontare
quel brivido caldo
tra le note
d'un pentagramma in ferie
e una notte d'estate,
fra rossori sparsi
di meraviglia, timore... g.b

ALLA MIA STELLA DEL MARE ( MARISTELLA)

Stringimi alla tua manina

e conducimi là

dove le tue pupille

rispecchiano ancora l'arcobaleno,

dove il tiepido raggio di sole

disorienta la tremula viola,

dove farfalle danzanti

scrivono messaggi augurali

dove la giovane erba

offre un tappeto

alle tue corse,

dove il timido germoglio

si concede con coraggio la vita,

dove il mondo conosce ancora soltanto

il colore dei tuoi candidi pensieri.

( Colline d'acqua, G.B. 1984)

 

 A MARISTELLA

 

Quel batuffolo 

incosciente

d'allegria,

eppure

così

già

stupefacentemente

donna.

( raccogliendo rose, G.B 1992)

A TETEIA,una stella spenta dal buio della notte

19 agosto 2009 alle ore 1.19
 

Un dì sbocciò la primavera 
sui rami degli anni miei acerbi 
ed un caparbio fiore 
il suo polline innestò 
negli impavidi meandri 
della mia fresca intimità. 
Un minuscolo palpitante seme: 
quello eri tu: e da subito t’amai. 

Era l’origine della tua vita 
E la coscienza dei giorni miei. 
Ti nutrii col mio cibo 
Ti cullai con la mia acqua 
Ti cantai con la mia voce 
Ti coprii con la mia pelle 
Ti protessi col mio coraggio. 
E da subito t’amai. 

E , all’improvviso, 
così come entrasti in me, 
un dì uscisti, strillando 
pretendendo i baci della luce. 
Pretendesti il mio amore, 
la mia presenza, il mio affetto 
Ti prendesti tutti i miei pensieri, 
ma per me eri già il mondo. 

E le risate, i giochi, i salti, le capriole, le coccole 
nella minima stanza in cui dormivamo accanto, 
su due consunte reti unite da un singolo lenzuolo 
perché i tuoi occhi chiusi si specchiassero nei miei, 
perchè la tua manina cicciotella intrecciasse la mia 
ed il nero dei tuoi lunghi ricci profumati capelli 
si unisse al biondo dorato dei miei, 
mentre le tue “gambotte”ciccione e bimbe 
imprigionavano le mie giovani,ma adulte. 

“Buongiorno mammina, sei la più bella del mondo” 
“E tu la mia lumachina, la più dolce di tutte!” 
Quanta dolcezza e quanto calore uscivano 
dai vetri spalancati su un fresco giorno azzurro, 
poi si spandevano, pennellando di tenerezza 
un cielo che noi non vedevamo mai grigio; 
l’uggiosità di questa tinta ci era straniera. 
Ed io già t’amavo, ma ancora di più. 

Cosa successe poi, non lo so. 
Esploro ogni notte tutti gli spilli del buio, 
le gialle pavide stelle non mi svelan l’arcano, 
e al mio domandar ,sbadigliando, si spengono. 
Ti smarristi tra la cenere accesa 
d’un inestinguibile azzardato fuoco, 
avviluppata da zombi dalle orbite vuote 
rigettati dall’inferno per appestare la vita. 
Ed io ancor ti amo, sempre di più. 

“Da dove vieni? E dove vai? Dove sei piccola mia?” 
Sei qui, tu mi dici; ti vedo ti tocco, ma non ti riconosco. 
Quello sguardo gelido, fa di te una odierna Medusa, 
che rende calcareo il sangue che bloccherà il mio cuore. 
Dov’è la mia Teteia? Dov’è la mia splendida ragazzina? 
Arranco nel niente, ma tengo duro, m’inganno e ti chiedo: 
“ Tu l’hai vista? Lei è bella, allegra, occhi vivaci, 
labbra di ciliegia dischiuse al sorriso, ha gioia sul viso. 
La conosci? Se la vedi, diglielo. Io l’amo da allora, ancora.” 


G.B.

 

LA STELLA DELLA MIA MARY SI E' RIACCESA. ORA SONO FELICE.

( piccola riflessione)

A MIA MADRE

12 maggio 2013 alle ore 12.14 
 

Le rughe del tempo

non ruban al viso

l'antico splendor:

son fili intrecciati 

son orme di vita

su pelle vellutata.

E il tuo sguardo

irradia il mio giorno

di dolcezza ancor:

da te sono nata

non andartene mamma

o vengo con te.

 

25 marzo 2010 alle ore 22.34
 

Sono fragile,

così come le cose

che vorrei proteggere;

sono fragile, così

come l'amore che vorrei per me.

Eppure

non ha confine

la mia voglia d'amare.

E mi perdo,

tremando,

negli occhi del cielo;

mi ritrovo,

stupita,

nel respiro del mare;

e il pensiero rinasce

in rugiada di pianto.

Sono la bimba

che nessuno

è riuscito a far crescere,

Sono la donna

nel cui grembo

è germogliata la vita.

Sono l'ombra

che vorrebbe

vestirsi di sole,

ma accarezza

le lucciole

al calar della sera.

E sono fragile,

così,

com'è esplosivo

il mio bisogno d'amare.

g.b da" Raccogliendo rose" Gabrieli editore Roma

 

 

S.PASQUA

IL MALE ACCECANTE
MARCHIO’ CON IL FUOCO
LA GENTE DUBBIOSA
AMNISTIANDO IL LUPO
IMMOLANDO L’AGNELLO.
SUL MONTE DEL VERO
TUONANDO E LAMPANDO
LA CROCE ROVENTE
TENEBREGGIO’ IL MONDO.
LA SALVEZZA SUPREMA
RECLINO’ IL SUO CAPO DI SPINE
DISSANGUATO E DISIDRATATO.
QUALCUNO , ALLORA, COMPRESE…
E .. CRISTO DOPO TRE GIORNI
SU UNA CANDIDA COLOMBA
RISALI’ AL CIELO,
MA PRIMA, ANCORA , PERDONO’

A MIA NONNA ANGELINA, un dolcissimo ricordo d'infanzia:
Seguivo la tua mano
per lasciare le pietre della grande casa,
per regalare alla luna le mie note stonate.
I tuoi occhi si confondevano con le stelle
in quel frammento di cielo che era solo per noi ( da Colline d'acqua di Graziana Bernabei)

DI MIA MADRE, UN RICORDO D'INFANZIA:
S'affaccia al davanzale
il tuo sorriso
a soffiare un bacio
sui miei giochi 
d'infanzia.
Irraggia il mio giorno 
e svanisce dietro i vetri ( Colline d'acqua di Graziana Bernabei)Book editore