LA STORIA DEI SOPRAVVISSUTI

11.03.2013 14:09

 

Un giorno Elda ed io stavamo ripensando ad alcuni indimenticabili momenti vissuti a scuola, al liceo classico L. A. Muratori di Modena; improvvisamente ci assalì la nostalgia, il ricordo di quegli anni magici che si presentano una sola volta nella vita e che apprezzi solo dopo molto tempo, si era impossessato delle nostre menti e dei nostri cuori. Durante gli anni del ginnasio e del liceo poi, si era formato,all'interno della nostra classe, un gruppo “strano” che studiava sì, ma i cui interessi non erano esclusivamente scolastici, come per altri compagni di classe; a noi piaceva svolgere anche tantissime altre attività: girare in motorino, ascoltare musica, scrivere poesie e racconti, leggere ...ma soprattutto amavamo ridere e scherzare; prendevamo la vita con sufficiente autoironia e con quel minimo di serietà che ci permetteva di essere promossi.

Ci chiedemmo allora: " Perchè non ritrovarci? Perchè non rivederci?" Ma come fare? Iniziò così la nostra difficile ricerca dei numeri telefonici.  Fortunatamente alcuni ragazzi avevano mantenuto il telefono fisso e così, attraverso un frenetico passaparola, riuscimmo a contattare tutti, con grande meraviglia di chi rispondeva alla nostra chiamata. Finalmente  una sera ci incontrammo a casa di Elda; che emozione! Erano trascorsi almeno 20 anni dall'ultima volta che ci eravamo visti, ma ci rendemmo subito conto che quel tempo per noi non era mai passato ed iniziammo a scambiarci progetti e confidenze come se ci fossimo salutati il giorno precedente: Non eravamo molto cambiati: a parte qualche rughetta ed alcuni capelli bianchi eravamo sempre noi: I “ mitici sopravvissuti del Liceo classico Ludovico Antonio Muratori di modena sezione E.

Avevamo tante responsabilità in più( matrimoni, famiglie, lavoro) ma i nostri cuori non erano invecchiati e la polvere del tempo non aveva tessuto le sue ragnatele sulle nostre risate cristalline. Parlavamo, parlavamo, ci informavamo, ricordavamo e durante i nostri racconti si materializzavano i professori che ci avevano terrorizzato e quelli che avevamo tanto amato e che portavamo ancora nei nostri cuori , come l’ineguagliabile prof. Almo Calzolari , insegnante di italiano e latino.  Iniziò così una serie di incontri, cene a cadenza mensile in cui per due o tre ore ci tuffavamo nel passato, poi rientravamo nel presente attraverso un ponte di ricordi ed aneddoti comuni.

Spesso ci recavamo in ristoranti o trattorie, ma le cene più belle furono quelle estive nella casa in montagna di Marco Me. Era una casa sita in un zona fuori mano e molto tranquilla, abbastanza isolata da poterci permetterci di essere veramente e naturalmente noi stessi: sdraiati sull’erba fresca , ammirando le stelle, cantavamo, ricordavamo, parlavamo degli altri nostri compagni. Ci promettemmo che non ci saremmo mai più persi di vista e così fu per due anni, poi … la tragedia: Marco Mucchi, il nostro stimatissimo avvocato di Modena,si ammalò ed in pochi mesi ci lasciò per sempre, lasciando un vuoto incolmabile nei nostri cuori: quell'adolescente dal ciuffo nerissimo e ribelle, dagli occhi furbetti e vivaci, non era più tra noi.

Non ripetemmo più le nostre cene, perchè senza di lui non avrebbero avuto più senso,ma ci avrebbero solo ulteriormente intristito.

Gruppo: Graziana Bernabei, Elda Bedeschi, Luana Bigi, Marco Merighi, Marco Mucchi, Alberto Cantini, Tardini Luigi