TIPOLOGIE TESTUALI 

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PROGETTARE UN TESTO con esempi

TUTTI I TIPI DI TESTO NARRATIVO con esempi

DIZIONARIO DELLE EMOZIONI

DIZIONARIO DEI COLORI

IL RIASSUNTO

TESTO DESCRITTIVO ( con esempi e dati)

 

PROGETTARE UN TESTO        (maestra Graziana)

Perché un buon testo riesca bene, come in molte attività è necessario preparare un buon progetto.

Fare un progetto significa pensare e studiare qualcosa prima di realizzarla.

 

PRIMA DI SCRIVERE …

1.       PENSA  AL MOTIVO PER CUI SCRIVI

2.       PENSA AL  LETTORE CHE LEGGERA’ CIO’ CHE STAI PER SCRIVERE

3.       PENSA  A QUELLO CHE SAI SULL’ARGOMENTO

4.       PENSA AL TIPO DI TESTO CHE DEVI FARE E ALLE SUE CARATTERISTICHE

5.       PENSA A TUTTE LE IDEE CHE TI VENGONO IN MENTE SULL’ARGOMENTO

6.       METTILE IN ORDINE LOGICO (CON UNO SCHEMA “A SOLE”) O CRONOLOGICO (DIAGRAMMA DI FLUSSO)

7.       NEGLI SCHEMI A SOLE DAI UN NUMERO PER OGNI IDEA SECONDO IL CRITERIO CHE RITIENI MIGLIORE

8.       ELIMINA LE IDEE NON COERENTI, IN CONTRADDIZIONE, INUTILI O GIÀ DETTE

9.       INIZIA A SCRIVERE IL TESTO

 

L’ ORDINE LOGICO (SCHEMA A SOLE)

L’ordine logico con lo schema a sole si fa quando bisogna fare descrizioni o parlare di un argomento preciso (es. i  giochi dell’estate, il mio sport preferito, l’autunno, ecc.)

 

 

L’ORDINE CRONOLOGICO (SCHEMA A DIAGRAMMA DI FLUSSO)

L’ordine cronologico con lo schema a diagramma di flusso si usa quando devi fare un testo che si sviluppa nel tempo, come il testo narrativo.

 

LE CARATTERISTICHE DI UN BUON TESTO:

 

LA COERENZA

Innanzi tutto, quando scriviamo un testo, dobbiamo star attenti che ogni sua parte sia coerente con le altre, cioè le sue parti non devono contraddirsi.

Es. Sono salito sul pullman. Ma il pullman non era arrivato.

IL FILO LOGICO

Quando scrivi un testo ricorda che deve avere un filo logico che collega le informazioni come anelli di una catena. Se mancano parole o frasi oppure se sono presenti frasi superflue o che non c’entrano (incoerenti) il filo “si spezza”.

SCRIVERE SENZA RIPETIZIONI

Per scrivere un testo scorrevole occorre evitare, se è possibile, di ripetere le parole. Lo si può fare sostituendo  alcune parole od espressioni con altre che abbiano lo stesso significato: ad esempio un sinonimo o un pronome.

Es.Ho visto Luca e Luca mi ha detto che non poteva venire da me. Allora ho risposto a Luca che sarei andato io da Luca e Luca mi ha ringraziato.

Ho visto Luca e mi ha detto che non poteva venire da me. Allora gli ho risposto  che sarei andato io da lui e il mio amico  mi ha ringraziato.

IL RITMO DEL RACCONTO

I nostri testi devono avere un buon ritmo perché così sono più piacevoli da leggere. Per fare ciò, arricchiamo i fatti con qualche frase descrittiva, vivacizziamo con alcuni dialoghi e aggiungiamo una o più riflessioni dei personaggi o del narratore

SEQUENZE BEN LEGATE

Il filo logico del mio testo è come una catena, che deve avere gli “anelli” (sequenze) ben “saldati” uno con l’altro.

Le parole che ci servono per agganciare bene le sequenze, in “scrittura” si chiamano “parole-gancio”.

 

 

 

Scuola di scrittura

SCEGLIAMO I TEMPI

In un testo corretto i verbi che segnano il passaggio da un fatto all’altro devono avere lo stesso tempo. Per esempio, se decidi di scrivere il tuo testo al passato remoto, continua con questo tempo.

·        Ricorda che l’imperfetto è un verbo che indica un’azione che si prolunga nel tempo e che si accorda bene con gli altri tempi passati.

·        Ricorda anche che nel discorso diretto i tempi dei verbi possono essere diversi da quelli della narrazione.

 

Riscrivi il  seguente brano trasformando  i verbi col tempo sbagliato.

Tieni conto che il racconto è al PRESENTE

 

IL VALORE DI UN’AMICA

È un po’ di tempo che Lucilla non è contenta di stare nella sua classe. Le compagne parlavano fitto fitto tra loro e spesso smettono di parlare quando lei si avvicinava.

Lucilla le guardò: Clara si nota per lo zainetto firmato, Maristella aveva un walk-man con l’antenna,  Nadia sfoggiò un cellulare fiammante.

Lucilla è avvilita: vorrebbe essere uguale alle sue compagne, ma si sentì diversa. E soprattutto incompresa. Per fortuna c’è Zoe, la sua amica di sempre. Le due bambine fanno i compiti insieme e poi hanno giocato con le scarpe e le borse della mamma:

_ Ma dove compri questi accessori così personali?  _ si domandano e scoppiavano a ridere.

Per farsi accettare da Zoe, Lucilla non ha bisogno di avere oggetti alla moda. Le bastava semplicemente essere … Lucilla.

 

Riscrivi il  seguente brano trasformando  i verbi col tempo sbagliato.

Tieni conto che il racconto è al PASSATO REMOTO (+ imperfetto)

 

UNA FESTA A PUNTINI

Mancavano due giorni al compleanno di Marco ma lui ha il morbillo. Tutti hanno il morbillo. Giovanni aveva il morbillo. I gemelli della porta accanto avevano il morbillo. Leo ha il morbillo.

Il giorno del compleanno la mamma lo portò in campagna, su una collina che Marco conosceva.

_ Qui c’è la casa di Pietro _ dice Marco.

_ Possiamo andare a trovarlo per un momento, _ aggiunse la mamma_ non prenderà il morbillo, visto che ce l’ha già!

Suonano il campanello, entrano e … sorpresa! La stanza è piena di bambini col morbillo.

_ È un morbillo-party – spiega la mamma di Marco.

 

RILEGGERE IL TESTO

1.    Controlla di aver  sviluppato tutti i punti del tuo schema.

2.   Per ogni sequenza controlla di aver scritto tutto per esaurire l’argomento, facendoti le domande-guida che conosci (es. Chi? Come? Quando? Perché? Dove?). Evita però di ripetere cose già dette.

È importantissimo che ti inserisca spesso delle sequenze dove descrivi le emozioni dei personaggi, aiutandoti con IL DIZIONARIO DELLE EMOZIONI 

3.   Aggiungi brevi descrizioni (“pennellate”) per ogni personaggio o per l’ambiente in cui si svolge il fatto narrato.

4.   Aggiungi anche qualche sequenza riflessiva che renda il tuo lavoro più originale e personale.

5.   Controlla gli aggettivi: cerca di non usare i soliti, ma di essere un po’ più originale, magari cercando sul dizionario dei sinonimi.

6.   Controlla che il testo abbia un filo logico resistente (ci sono dati mancanti, superflui o non coerenti?)

7.   Controlla che le frasi siano ben collegate con le giuste parole-gancio.(PAROLE- GANCIO ( vedi pdf scaricabile))

8.   Adesso pensa all’ortografia. Controlla tutte le frasi: le E hanno l’accento solo quando occorre? Controlla tutte le O, AI, A, ANNO (sono verbo avere? Vogliono l’H?) controlla che i nomi propri abbiano la maiuscola, le parole capricciose siano scritte bene, ecc…)

9.   Adesso pensa alla punteggiatura: rileggi a voce alta e cerca di dare l’intonazione giusta. Se è necessario, aggiungi o togli qualche segno di punteggiatura. Fa’ la massima attenzione ai discorsi diretti!

10.                Rileggi ancora un’ultima volta e consegna: AVRAI FATTO SICURAMENTE UN TESTO BELLISSIMO!

IL TESTO NARRATIVO

CARATTERISTICHE

Il TESTO NARRATIVO racconta una storia, un fatto.

Può essere realmente successo (vero), verosimile o inventato( fantastico)

Appartengono ai testi narrativi vari tipi di racconti: fiabe, favole, miti, leggende, racconti autobiografici (personali), racconti di avventura, d’amore, di paura, umoristici, diario, lettere, ecc …

Tutti i TESTI NARRATIVI sono scritti seguendo uno schema preciso, formati principalmente da tre sequenze: SITUAZIONE INIZIALE (INTRODUZIONE), SVILUPPO E CONCLUSIONE.

Ogni TESTO NARRATIVO si svolge in un luogo e i fatti si sviluppano nel tempo, in ordine cronologico.

Il TESTO NARRATIVO racconta la storia di uno o più personaggi: alcuni sono più importanti (protagonista) altri meno (personaggi secondari)

Può essere scritto in prima persona (chi parla è anche il protagonista del racconto) o in terza persona (il narratore è esterno al racconto)

In ogni racconto possono esserci vari tipi di sequenze diverse: narrative, descrittive, di dialogo (discorsi diretti o indiretti) e riflessive.      

COME SI COSTRUISCE UN TESTO NARRATIVO

INIZIARE LA STORIA

L’INTRODUZIONE di una storia è importante perché, se è ben fatta, il lettore è incuriosito a continuare nella lettura. A volte si hanno tante idee belle ma è difficile cominciare a raccontare, non si sa da dove cominciare …ecco dei suggerimenti che potrebbero aiutanti:

INTRODUZIONE N.1: si caratterizza il protagonista con qualche pennellata che ci fa capire brevemente il suo aspetto fisico e il suo carattere, tenuto conto di quello che avviene dopo.

INTRODUZIONE N.2: si descrive l’ambiente dove si svolgerà la vicenda.

INTRODUZIONE N.3: si può cominciare con una sequenza riflessiva che ci spiega ciò che pensa il protagonista o il narratore sull’argomento che verrà sviluppato.

CONTINUARE LA STORIA

Lo SVILUPPO è il cuore della storia. È il punto del racconto dove accadono dei fatti che modificano la situazione iniziale per arrivare alla conclusione. Di solito è formato da più sequenze, anche diverse fra loro: narrative, descrittive, riflessive, emotive, di dialogo, …)

CONCLUDERE UNA STORIA

Alcuni bambini, quando arrivano verso la fine di una storia, hanno fretta di terminare il proprio lavoro. Non dobbiamo fare questo errore, perché ci sono vari modi per concludere un racconto e bisogna scegliere quello più adatto.

Alcuni suggerimenti:

·         puoi spiegare semplicemente come vanno a finire le cose  (e così, poco dopo, ….)

·         Puoi fare una sequenza riflessiva su quello che hai raccontato. (Io penso che Clara sia una bambina...)

·         Puoi parlare dello stato d’animo del protagonista (Clara ora è felice, perché …)

·         Puoi concludere con una domanda (Chissà se …?)

 

LA FIABA

La  fiaba è un testo narrativo di fantasia di origine popolare, tramandata per lungo tempo.

Tempo: imprecisato (c’era una volta, tanto tempo fa,..)

Luogo : imprecisato (bosco, castello regno,…)

Schema classico:

·         introduzione (viene presentato il protagonista)

·         incontro di difficoltà (arriva l’antagonista che danneggia il protagonista )

·         superamento della difficoltà (arriva l’aiutante che aiuta il protagonista con un elemento magico)

·         lieto fine

 

LA FAVOLA

Le favole sono racconti molto brevi che hanno lo scopo di insegnare qualcosa. La morale (insegnamento) può essere espressa o sottintesa.

Tempo e luogo: indeterminato.

Personaggi: animali parlanti con pregi e difetti degli uomini.

Schema classico:

·         introduzione

·         sviluppo

·         conclusione

·         morale (espressa o sottintesa)

IL MITO

 

I miti sono narrazioni fantastiche che riguardano l’origine dell’universo, degli astri, delle creature viventi. Spesso hanno i protagonisti sono dotati di poteri straordinari.

Tempo origini del mondo o di una civiltà

Luogo: la terra o l’universo

Personaggi principali: dei ed eroi

Struttura:Introduzione,Sviluppo,Conclusione

 

LA LEGGENDA

La leggenda è un racconto di fantasia dove si dà una spiegazione inventata ad una realtà che esiste davvero.

Ad esempio si può parlare del perché di alcune usanze, di alcune caratteristiche fisiche di animali o piante, di fenomeni naturali, ecc …

Tempo e luogo: indeterminato.

Struttura:

·         introduzione (che spiega che all’inizio le cose non stavano così come ora: sequenza fantastica)

·         sviluppo (accade un fatto per cui la situazione cambia: sequenza fantastica)

·         conclusione (ora invece le caratteristiche sono cambiate:sequenza realistica

 

IL RACCONTO REALISTICO

E un testo narrativo che racconta storie vere o verosimili. Possono narrare anche fatti storici

Personaggi: persone normali e familiari

Tempo: di solito preciso (presente o passato)

Luogo: reale

Struttura:Introduzione,Sviluppo,Conclusione

Narratore: esterno o interno

 

IL RACCONTO D’AVVENTURA

Il racconto d’avventura è un testo narrativo che racconta vicende emozionanti e rischiose. Il ritmo è veloce, ricco di suspense e colpi di scena.

Tempo : passato o presente

Luogo: posti esotici e inesplorati e pericolosi

Personaggi:

protagonista furbo, coraggioso, giusto e con una gran forza d’animo

antagonista malvagio violento e senza scrupoli

possono esserci aiutanti del protagonista ma anche dell’antagonista

IL RACCONTO UMORISTICO

È  un testo narrativo che ha lo scopo di far ridere e racconta di situazioni ridicole  e finiscono sempre con un lieto fine.

Personaggi :sono strani, con pregi e difetti esagerati

Tempi e luoghi: di solito verosimili

Tecniche per far ridere:

·         Imprevisto

·         inverosimile

·         Capovolgimento dei ruoli

·         Giochi di parole

·         Equivoci

·         esagerazione

 

I RACCONTI DEL BRIVIDO

È  un testo narrativo che ha  lo scopo di fare paura.

Gli eventi sono inspiegabili e misteriosi, oppure sono incubi del protagonista.

Personaggi: il protagonista di solito è una persona il più normale possibile così ogni lettore può immedesimarsi in lui. gli altri personaggi sono misteriosi o spaventosi.

Luoghi: misteriosi, paurosi,inquietanti

TECNICHE PER FAR PAURA:

·         ritmo veloce,

·         suspense,

·         colpi di scena,

·         dati uditivi molto evidenziati (rumori, versi, grida …)

·         sequenze emotive dettagliate,

·         puntini di sospensione.

 

IL RACCONTO AUTOBIOGRAFICO

È un testo narrativo dove il narratore è anche il protagonista (narratore interno)

È ricco di sequenze emotive e riflessive

TEMPO contemporaneo o del passato

 LUOGO: reale e familiare

LINGUAGGIO : intimo e familiare

PERSONAGGI : oltre all’autore interno, i personaggi sono familiari, amici, parenti, conoscenti …

 

 

IL DIARIO

È un testo narrativo autobiografico in cui ci si rivolge ad un diario in seconda persona (TU) come ad un amico esprimendo liberamente pensieri, riflessioni, emozioni, segreti.

TEMPO: si scrive prima data e ora

Si annotano i propri pensieri di solito ogni giorno

STILE:intimo e amichevole

DIARIO DI VIAGGIO è un diario particolare dove si annotano descrizioni dei luoghi visitati.

 

 

LA LETTERA

È un testo dove  emittente e destinatario comunicano a distanza.

SCHEMA:

·         LUOGO E DATA

·         INTESTAZIONE

·         TESTO

·         CHIUSURA

·         FIRMA

Esistono due tipi di lettera: la LETTERA PERSONALE (intima e amichevole) e la LETTERA FORMALE (più rispettosa)

ALTRI TIPI DI TESTO NARRATIVO:

 

LA BIOGRAFIA

La BIOGRAFIA  (da BIOS, vita e GRAPHIA, scrittura) è il racconto della vita di una persona reale. È scritta in terza persona e si basa su fatti reali su cui il narratore si è documentato. Di solito si tratta di personaggi importanti e famosi oppure persone comuni che hanno avuto una cita molto interessante e significativa.

Accanto ai fatti reali il narratore può anche aggiungere elementi di fantasia che rendono il racconto più avvincente o più interessante. In questo caso si dice che la biografia è romanzata. La biografia può essere corredata anche da fotografie, pagine di diari, lettere che illustrano aspetti particolari della vita di quel personaggio.

In questo tipo di testo le date e l’ordine cronologico sono molto importanti.

Quando qualcuno scrive la biografia di se stesso usa la prima persona e il racconto si dice “autobiografico”.

 

IL RACCONTO DI FANTASCIENZA

Il racconto di fantascienza unisce la scienza alla fantasia. È collocato nel futuro (di solito). I luoghi sono pianeti sconosciuti, lo spazio, ambienti virtuali. I personaggi sono esseri umani, alieni, robot, mutanti e androidi.

Il contenuto di questi racconti riguarda l’esplorazione dello spazio, la scoperta di nuovi pianteti, le facoltà paranormali, un avvistamento di ufo o un contatto con gli alieni, viaggi nel tempo con macchine speciali.

Il linguaggio è scientifico e tecnologico, in modo tale da dare l’impressione di qualcosa di reale.

 

IL RACCONTO FANTASY

È un testo di fantasia con una trama spesso molto complessa. Il protagonista del racconto di solito deve affrontare un’impresa difficilissima o un viaggio alla ricerca di qualcosa (un oggetto che è stato smarrito o che è nelle mani del nemico) in un luogo pieno di pericoli popolato di personaggi di fantasia da maghi, troll, elfi, cavalieri, nani, giganti, hobbit, draghi, gnomi, folletti, fate, demoni,streghe e stregoni. Il protagonista è un eroe buono. Può essere un personaggio semplice e comune, povero e umile (un orfano, un contadino, un servo, un pastore, ecc…)che scopre di essere predestinato, cioè l’unico in grado di salvare il mondo o la sua terra da una minaccia molto più grande di lui.  Egli affronta questo destino con forza d’animo e coraggio, aiutato di solito da altri personaggi buoni.

I luoghi del racconto fantasy sono di solito boschi e foreste incantate, grotte scure e palazzi meravigliosi, terre immaginarie ambientate in epoca imprecisata ma che assomiglia di solito al medioevo, dove il Bene e il Male si affrontano usando armi come la magia e la guerra. Di solito vince il Bene, quindi l’eroe.

 

IL RACCONTO GIALLO

È un testo narrativo realistico nel quale succede un reato (furto, omicidio, rapimento) in cui non si conosce il colpevole né il movente (motivo per cui è stato compiuto). L’investigatore deve compiere un’inchiesta (indagine) raccogliendo indizi (i particolari sull’accaduto) e ricostruendo i fatti. A volte deve verificare gli alibi dei sospettati  (la dimostrazione che il sospettato era in un altro luogo al momento del reato).

Spesso lo scrittore introduce alcuni elementi che confondono le idee facendo ricadere i sospetti su persone innocenti, in modo tale che, una volta scoperto il colpevole, sia ben evidente prima la suspence e poi il colpo di scena. Dopo aver trovato il colpevole l’investigatore spiega il movente (il motivo che ha spinto il colpevole a commettere quel reato.

I luoghi e i tempi sono generalmente circondati da un’atmosfera carica di tensione.

La struttura del racconto giallo è: introduzione/reato/indagine/soluzione del caso.

 

IL RACCONTO STORICO

È  la narrazione di una vicenda inventata dallo scrittore ma ambientata in una realtà storica rappresentata con molta cura e attenzione alle usanze e alla mentalità del tempo.

Gli avvenimenti storici cono realmente accaduti mentre la vita dei personaggi sono invece inventate.

I protagonisti, infatti, non sono realmente esistiti, mentre può accadere che si parli anche di personaggi storici ma essi hanno solo un ruolo secondario.

 

 

Ogni sequenza di un testo narrativo è introdotta da parole-gancio specifiche.

Ecco alcuni esempi che possono esserti utili:

Le sequenze di un TESTO NARRATIVO     

SITUAZIONE INIZIALE

Viene presentato il PROTAGONISTA e si spiega il LUOGO e il TEMPO in cui si svolge la storia.

UN GIORNO,    C’ERA UNA VOLTA,

TANTO TEMPO FA,    IERI,     L’ALTRO GIORNO,    UNA VOLTA, ALL’INIZIO,   UN TEMPO PRIMA IN PASSATO L’ANNO SCORSO UNA SETTIMANA FA, L’ALTRO IERI (DUE GIORNI FA), …

 

 

 

 

SVOLGIMENTO

La parte centrale del racconto dove si narrano i fatti in ordine di tempo (ORDINE CRONOLOGICO). E’ la parte più lunga del racconto e a volte è formata da più di una sequenza.

NELLO STESSO TEMPO, CONTEMPORANEAMENTE, NEL FRATTEMPO, FRATTANTO, MENTRE,   POI,   PIU’ TARDI,   POCO DOPO, DOPO,   IN SEGUITO,  

ALL’IMPROVVISO, IMPROVVISAMENTE,  PERO’,   ALLORA,   QUINDI, PERCIO’,   MA, POICHE’,QUINDI, SICCOME, INFATTI,  …

CONCLUSIONE

Si racconta come va a finire la storia.

INFINE,   ALLA FINE,   FINALMENTE,

AL TERMINE, …

 


L’ORDINE CRONOLOGICO

Di solito nei racconti i fatti sono narrati in ordine cronologico (cioè nell’ordine in cui accadono).

Le parole del tempo in questi testi:

-          Precisano la DURATA delle azioni (per un’ora, tra un mese, l’anno dopo, ecc…)

-          Di cono il momento in cui avvengono (domani, ieri, all 12130, ecc…)

-          Sottolineano la CONTEMPORANEITà o la SUCCESSIONE TEMPORALE (prima,, poi, durante, …)

FLASHBACK

Può succedere a volte che l’autore interrompa la narrazione per parlare di fatti che sono accaduti prima di quelli che sta raccontanto: questa tecnica si chiama FLASHBACK.

Si creano così due tipi di schemi:

LA FABULA, in cui i fatti sono narrati cronologicamente e l’INTRECCIO, dove i fatti sono intrecciati secondo uno schema scelto dall’autore, che inserisce dei FLASHBACK per rendere il racconto più avvincente o scorrevole.

Schema:

Fabula:

testo in ordine cronologico

Intreccio:

testo intrecciato da inserimenti di flashback

 

Vediamone un esempio di intreccio:

CASTELLI DI SABBIA

Era la mattina di ferragosto e, come voleva la tradizione, ad Alassio i bagnanti di ogni spiaggia si preparavano alla gara di castelli di sabbia.

-Mamma, faremo tardi! – disse Enrico impaziente.

Doriana sospirò. Quattro passi, un vicoletto da percorrere, una strada da attraversare e, in pochi minuti, ecco il mare.

Sulla sabbia, grandi e piccoli erano già al lavoro: qualcuno scavava, altri ammassavano la sabbia umida, i bambini andavano  venivano con i loro secchielli colmi d’acqua.

Enrico li raggiunse, mentre Doriana si sdraiò al sole e chiuse per un po’ gli occhi.

Si rivide bambina, proprio in quella spiaggia, in un lontano 16  agosto.

La piccola Doriana piangeva disperata perché la mareggiata della notte aveva inghiottito il suo castello di sabbia premiato dalla giuria come il migliore.

-Non vieni ad aiutarci? - disse ad un tratto una voce. – Oggi per che se ne intende di castelli è vietato fare le lucertole!

---= le parole del tempo

---- = ordine cronologico

---- = flash back

--- = ripresa dell’ordine cronologico

 

 

AMPLIARE UN TESTO

Su scuola scrittura:

A volte capita di fare bei testi, ma troppo brevi perché non ci viene in mente cosa poter aggiungere . La prima tecnica per ampliare un testo è quella di soffermarsi su ogni frase e porsi delle domande. Si può ampliare un testo aggiungendo anche aggettivi, descrizioni (sequenze descrittive) riflessioni (sequenze riflessive)  o dialoghi (sequenze dialogiche). In questo modo il lavoro risulterà piacevole da leggere.

Breve testo:

Di solito non chiedo mai niente, ma quando ho visto quel paio di scarpe,  ho chiesto alla mamma di comprarmele.

Purtroppo lei non era d’accordo e non mi ha accontentata.

Poi è arrivato il giorno del mio compleanno e quando ho aperto la scatola, ho trovato proprio le scarpe che desideravo.

Ero la bambina più felice del mondo.

 

Aggiungere domande con numeretti nel punto in cui vanno aggiunte.

Domande possibili:

a.       Perché le desideravi?

b.       Quando le hai viste?

c.        Dove?

d.       Com’erano fatte?

e.       Per quale motivo la mamma ti ha detto di no?

f.         Tu cosa hai pensato?

g.       Te le aspettavi o è stata una sorpresa?

h.       Come hai reagito?

i.         Quando le hai messe per la prima volta?

j.         Le metti ancora?

k.        Ti piacciono sempre?

 

RACCONTARE LE EMOZIONI

 

Quando scrivo un testo, soprattutto i testi personali e tutti i narrativi, devo fare molta attenzione ad inserire spesso delle sequenze “emotive”, cioè che spiegano le emozioni provate dal personaggio.

Altrimenti il mio testo rischia di essere “freddo”, come se lo scrivesse un robot che non prova emozioni.

Ecco quattro specchietti che ti aiuteranno a trovare le parole giuste per esprimerti.

 

L’EMOZIONARIO DELLA GIOIA

al settimo cielo                         (quando ti ho incontrato ero al settimo cielo!)

in estasi                                   (quando vedo un quadro bellissimo sono in estasi)

raggiante                                 (quando mi hai detto che venivi con me ero raggiante di gioia)

elettrizzato                             (ero elettrizzato all’idea di giocare con la vostra squadra)

esultante                                 (il pubblico era esultante)

euforico                                   (quando sono euforico non riesco a stare fermo)

entusiasta                                (Luca era entusiasta della proposta)

su di giri                                  (oggi sono su di giri e non riesco a combinare niente)

beato                                                (il bimbo dorme beato tra le braccia della mamma)

deliziato                                  (ero deliziato nell’ascoltare quella bellissima musica)

contento                                  (sono contento di vederti)

felice                                       (sono felice per te)

gioioso                                     (oggi è un giorno gioioso perché si sposa il mio amico)

allegro                                     (oggi in classe c’è un clima allegro)

di buon umore                           ( mi sono alzato di buon umore)

gratificato                               (un bel voto mi gratifica sempre)

compiaciuto                              (sono compiaciuto per il mio goal)

appagato                                  (dopo una merenda e un bel pisolino mi sento appagato)

sereno                                     (non preoccuparti per me: sono sereno perché so di avere ragione)

spensierato                              (i bambini piccoli sono spensierati)

ottimista                                  (dopo la verifica che avevo fatto, mi sentivo ottimista: sarei andato bene!)

lieto                                         (sono lieto di conoscervi)

soddisfatto                             (sono soddisfatto del mio lavoro)

confortato                               (quando mi hai abbracciato mi sono sentito molto confortato)

confortato                               (quando mi hai abbracciato mi sono sentito molto confortato)

 

 

L’EMOZIONARIO DELLA TRISTEZZA

Distrutto    quella notizia mi ha distrutto

Disperato    quel bambino non trovava più la sua mamma ed era disperato

Schiacciato  quel dolore l’ha schiacciato e non riesce a reagire

Angosciato            non angosciarti, vedrai che le cose miglioreranno

Tormentato           non tormentarti, hai fatto tutto quello che potevi

Sofferente            ti vedo sofferente: cosa è successo?

Affranto               ho il cuore affranto per quello che ho saputo

Amareggiato           Luca era amareggiato perché da lui non se l’aspettava

Afflitto                Giorgio era afflitto perché non trovava lavoro

Rattristato           non rattristarti, vedrai che Lidia guarirà!

Sconsolato             quel bimbo aveva un pianto sconsolato

Sconfortato           mi sconforta sapere che non vieni

scontento              sono scontento di come sono andate le cose

scoraggiato           quando la maestra mi sgrida mi scoraggio

sfiduciato              non me ne va bene una e ormai sono sfiduciato

in pena                  non stare in pena per me: me la caverò

Infelice                che vita infelice che ha quel poveretto!

In crisi                 quelle parole mi hanno mandato in crisi

A terra                 ieri avevo il morale a terra ma oggi va meglio

Giù di corda           oggi Anna è un po’ giù di corda

Addolorato            mi addolora vederti così triste

Afflitto                mi affligge questa litigata

Amareggiato           sono amareggiata dal tuo comportamento

Avvilito                 non ci riuscirò mai, sono proprio avvilito

Umiliato                mi sono sentito umiliato dal suo sguardo di disprezzo

deluso                    mi hai deluso: da te non me l’aspettavo di certo!

demoralizzato       ormai si è demoralizzato e pensa di non farcela

depresso               quel bimbo non ride mai, forse è depresso

Dispiaciuto            credimi: sono davvero dispiaciuto!

Mortificato           sono mortificato, scusa mi dispiace tanto e non lo farò più.

Rammaricato         non rammaricarti, non potevi farci niente

Malinconico            il tramonto mi rende sempre malinconico

Triste                   oggi sono triste e non so il perchè

Mesto                   aveva sul volto un sorriso mesto

Spiacente              sono spiacente, ma te la devi cavare da solo

insoddisfatto

 

 

 

 

L’EMOZIONARIO DELLA RABBIA

insoddisfatto        l’interrogazione è andata bene ma sono insoddisfatto: per quanto ho studiato doveva andare meglio.

corrucciato            che sguardo corrucciato che hai!

Scocciato              le scoccia dovermi sempre prestare la colla: è ora che ricambi il favore.

Sdegnato              con uno sguardo sdegnato, le sorellastre guardarono il brutto vestito di Cenerentola e se ne andarono

contrariato           Luca era contrariato e glielo si leggeva in faccia

seccato                 mi secca doverti sempre ricordare il tuo dovere

stizzito                non parlarmi sempre con quel tono stizzito: nessuno ti ha fatto niente.

adombrato             quando le cose non vanno come dice lui si adombra subito

alterato                il tuo atteggiamento mi fa un po’ alterare

inasprito               il loro rapporto si è inasprito e non riescono più a tornare buoni amici

Infastidito            mi infastidisce tornare a casa e vedere che ancora devi cominciare i compiti

Adirato                 ero adirato con te

Astioso                 usi sempre un tono astioso nei confronti di tua sorella

indispettito           Valeria era indispettita con Sara che non l’ha invitata

esasperato           quando provo e non riesco a far goal mi sento esasperato

innervosito           questo musica inquietante mi innervosisce un po’: abbassa il volume.

incollerito              Luciano era incollerito e non è neanche voluto venire al telefono

Irato                     Luigi era un po’ irato ma dopo gli è passata ed è andato tutto bene

Irritato                quanto sei irritante, vuoi stare un po’ zitta?

Offeso                  le tue parole mi hanno offeso: era proprio necessario esprimerti in questo modo?

Risentito               Andrea era risentito perché non avete telefonato anche a lui

Scandalizzato        li ho visti  picchiare un bambino più piccolo: ro scandalizzato dal loro comportamento.

incattivito             è incattivito con il mondo intero

indignato               sono indignato: non avresti dovuto farlo!

in collera               non essere in collera, non l’ho fatto apposta

inferocito              Rebecca era inferocita: glielo si leggeva negli occhi.

inviperito               Francesca era inviperita: come hai fatto a farla arrabbiate così?

Irascibile              Paolo è sempre il solito irascibile: basta un niente per farlo imbestialire!

nero                      ho perso due partite e quando sono tornato a casa ero nero.

rabbioso                non essere sempre così rabbioso con tutti: controllati!

bollente                sono bollente di rabbia     

fumante                sono fumante di rabbia

fuori dai gangheri  certe parole mi mandano fuori dai gangheri

fuori di sé             non sono riuscito a calmarla perché era fuori di sè

furente                 sono furente con la mia amica che non mi ha avvisto della verifica di oggi

furibondo              Giorgio era furibondo quando ha visto che non c’eri

Infuriato              sono infuriata con lui, non me lo devi neanche nominare!

furioso                  Giovanni è furioso: sta urlando come un pazzo

imbestialito           il tuo comportamento mi fa imbestialire

 

 

L’EMOZIONARIO DELLA PAURA

affannato    sono in affanno fino a che non saprò che stai bene

agitato        Luca è agitato perché deve raccontare alla mamma della nota che ha preso

allarmato     hai una voce allarmata …. Che è successo?

Angosciato  non so perché, ma oggi mi sento angosciato

ansioso        la sua mamma è molto ansiosa e non vuole che prenda freddo

apprensivo   non essere così apprensivo: anche se vanno a giocare fuori, non succederà nulla!

Atterrito    aveva gli occhi atterriti e capii che aveva visto tutta la scena

col batticuore,       scendi dall’albero, chè la nonna sta già col batticuore!

crucciato     che sguardo crucciato che hai… va tutto bene?

disturbato   quella musica mi disturba perché è inquietate: spegnila subito.

fobico                   non essere così fobico: i ragni sono innocui!

guardingo    quel tizio si aggirava con fare guardingo: sicuramente nascondeva qualcosa!

impaurito     il primo giorno delle elementari tutti i bimbi sono un po’ impauriti

impensierito          sono impensierita per la mia mamma che non sta tanto bene

in agonia,     se non mi dici al più presto che è andato tutto bene, mi farai stare in agonia!

in apprensione,      Giulio era in apprensione fino a che non gli dissero che l’intervento chirurgico era perfettamente riuscito

in pena,                 non stare in pena per me: saprò cavarmela

in trepidazione      ho lasciato mio padre in trepidazione, aspettando il mio ritorno

inorridito    la vista del sangue mi fa inorridire!

inquieto                 quel ragazzo è inquieto, glielo si legge in faccia

intimidito     quando un adulto mi rivolge la parole io mi sento intimidito e mi blocco

intimorito    quel bulletto di quinta mi intimorisce: ne parlerò con la mia maestra

minacciato   mi sento minacciato dalla sua presenza, perché ha giurato che me l’avrebbe fatta pagare

nervoso                 i rumori forti mi rendono nervosi

pauroso                 Roberto è proprio pauroso: salta alla vista di un topolino!

pensieroso   ti vedo pensieroso: tutto bene?

pietrificato rimase pietrificato dalla paura alla vista della strega

preoccupato          sono preoccupato perché non riesco a trovare il mio cagnolino

sbigottito   rimase sbigottito e non riuscì più a proferire parola

scioccato               non mi piace il fuoco: da piccolo mi sono ustionato e sono rimasto scioccato

sconvolto               è sconvolta: datele un po’ di tempo e forse capirà

scoraggiato non scoraggiarti: tutti possono migliorare, se lo vogliono davvero!

Sgomento    sono sgomento: non riesco a capire come sia successo!

smanioso               non essere così smanioso: rilassati e andrà tutto bene.

sospettoso   sei sempre così sospettoso … impara a fidarti degli altri!

Spaurito               aveva lo sguardo spaurito come se si sentisse davvero fuori posto

spaventato   sono spaventato dalla verifica di domani, ma so che andrà tutto bene.

terrorizzato          i serpenti mi terrorizzano.

teso            non essere tesa, vedrai che riuscirai a fare tutto quello che ti è stato richiesto

tormentato  sono tormentato dal dubbio di aver fatto la cosa giusta

turbato       certi atteggiamenti della mia amica mi lasciano turbata: come può comportarsi così?

 

 

seguono SINONIMI PER EVITARE RIPETIZIONI TESTO DESCRITTIVO , DATI , conclusioni, esempi ecc ( sul documento scaricabile per ragioni di spazio)

 

 

 

 

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